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👨Mi sono clonato (e non è uno scherzo!) | Webinar Gratuito
Ciao, sì, hai letto bene. Quando vedrai il video che ho preparato per te, vedrai un "me" più giovane di 20 anni, più muscoloso e decisamente più riposato. Com'è possibile? Merito del mio nuovo socio di maggioranza: l'Intelligenza Artificiale. Ho deciso di smettere di fare il lavoro "basico" e delegare il 70% delle mie attività quotidiane all'AI. E la cosa pazzesca è che questo socio non chiede stipendio, non vuole dividendi e lavora anche mentre io dormo. Voglio mostrarti esattamente come ho fatto e come puoi farlo anche tu. Ti invito ufficialmente al nostro webinar gratuito: AI FACILE: Sfrutta l'AI per fare la differenza nella vita personale e professionale Ecco cosa scopriremo insieme: Le basi: Come accedere a questo mondo anche se parti da zero (e nel rispetto di chi ha già esperienza). La delega intelligente: Come far lavorare l'AI al posto tuo per i compiti più noiosi. Strumenti "Fichissimi": Ti mostrerò dal vivo cosa sta facendo impazzire me e il mio team. Dove e quando: Data: Lunedì prossimo, 2 Feb 2026 Ora: 20:50 puntuali Dove: Online (riceverai il link dopo l'iscrizione) https://guidaaifacile.gr8.com/ Non importa se non sei un esperto di tecnologia. Anzi, il corso si chiama AI Facile proprio perché è pensato per chi vuole risultati concreti senza mal di testa. Ti avverto: una volta scoperta la potenza di questi strumenti, non si torna più indietro. Sarà come avere vent'anni di meno e il triplo dell'energia. Sei dei nostri? Clicca qui sotto e prenota il tuo posto 👉 https://guidaaifacile.gr8.com/ Ci vediamo al webinar, Con Sandro (quello vero... o forse no?)
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👨Mi sono clonato (e non è uno scherzo!) | Webinar Gratuito
Webinar gratuito AI FACILE - Scopri l'intelligenza artificiale e fattela amica
*La tua esperienza diventa il tuo superpotere.* Se hai superato i 40 anni, non restare a guardare: questa è la tua rivoluzione personale. Non ti serve una laurea in informatica, ma solo il coraggio di passare da spettatore passivo a protagonista attivo. Nel webinar di lunedì sera scoprirai come trasformare l'IA in una "tecnologia amica": un assistente sempre disponibile a cui delegare i compiti noiosi per concentrarti su ciò che conta davvero. Imparerai l'arte di porre le giuste domande (i prompt) per sbloccare infinite possibilità e sviluppare i tuoi progetti meglio e più velocemente. Sei pronto a trasformare la tua curiosità nel motore del tuo successo? *Intanto ascolta questo video introduttivo >>* e iscriviti subito ufficialmente alla serata con me e i miei assistenti Aurora, Swarz e Eleonora >> https://guidaaifacile.gr8.com/
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Webinar gratuito AI FACILE - Scopri l'intelligenza artificiale e fattela amica
Effetto Forer
L’effetto Forer può essere definito come la tendenza ad accettare una descrizione della personalità come propria sebbene in realtà potrebbe applicarsi a molte persone. Questo effetto fu scoperto dallo psicologo Bertram R. Forer quando, durante una delle sue lezioni nel 1948, chiese ai suoi studenti di fare un test della personalità per poi analizzarne i risultati. Forer ignorò le loro risposte e fornì un’unica descrizione a ciascuno dei partecipanti come analisi individuale dei risultati del test. Come si può vedere qui di seguito, si tratta di una descrizione vaga e imprecisa nel definire una persona. - Esperimento di Bertram R. Forer “Hai bisogno che le altre persone ti apprezzino e ti ammirino, eppure sei critico con te stesso. Sebbene tu abbia alcuni punti deboli, in genere sei in grado di compensarli. Hai una notevole dote che non hai ancora sfruttato. Tendi a essere disciplinato e controllato all’esterno, ma preoccupato e insicuro all’interno. A volte nutri seri dubbi in merito alle tue scelte. Preferisci una certa quantità di cambiamento e varietà e ti senti deluso quando devi sottostare a restrizioni e limiti. Ti vanti anche di essere un pensatore indipendente e di non accettare le dichiarazioni di altri senza prove sufficienti. Ma trovi poco saggio rivelarti agli altri. A volte sei estroverso, affabile e socievole, mentre altre volte sei introverso, cauto e riservato. Alcune tue aspirazioni sono piuttosto irrealistiche”. Forer chiese ai suoi studenti di valutare la sua descrizione da 0 a 5, dove 5 indicava “eccellente” e 4 “buona”. La valutazione media è stata di 4,26. Ma questa scoperta non è rimasta dentro l’aula di questo psicologo americano della fine degli anni ’40 ed è stata replicata centinaia di volte; la media è sempre stata di circa 4,2 su 5 o una valutazione dell’accuratezza dell’84%. In breve, Forer ha convinto le persone che poteva leggere con successo la loro personalità. La sua precisione, di fatto, li stupì nonostante la sua analisi della personalità fosse stata presa dalla rubrica di astrologia di una rivista e presentata a diverse persone indipendentemente dal loro segno zodiacale.
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Effetto Barnum
P. T. Barnum era un famoso proprietario di un circo, noto per avere un grande successo nell’indovinare storie e dettagli dei propri spettatori. Proprio come un mentalista, l’illusionista moderno specializzato nel leggere la mente, Barnum aveva trovato la formula perfetta: “Avere una piccola cosa per tutti”. Barnum ebbe un tale successo da dare il nome a un bias cognitivo: l’effetto Barnum. È la tendenza a considerare delle descrizioni e dei profili di personalità generali come accurati per sé stessi. In psicologia, un profilo di Barnum possiede quattro caratteristiche: • È vago, • È a doppia faccia (“Sei generalmente felice e ottimistico, ma a volte ti deprimi”), • È caratteristico del gruppo di cui il soggetto fa parte (ad esempio, se il soggetto è un ragazzo, si potrà affermare: “Trovi che lo studio non sia sempre facile”), • È favorevole. Il primo a studiare questo fenomeno fu lo psicologo Bertram Forer, tanto che l’effetto Barnum è spesso chiamato anche effetto Forer. Sottopose 39 dei suoi studenti a un esperimento, presentando loro un profilo di personalità vago, ambiguo e contenente affermazioni generali, prese per la maggior parte da un libretto di astrologia trovato in un’edicola. Chiese poi quanto accuratamente li descrivesse, su una scala da 1 a 5. Il punteggio medio dato dagli studenti fu pari a 4.3. Nessuno diede il punteggio minimo, e solo cinque studenti assegnarono meno di 4 punti. - Lo Studio di Dickson e Kelly Nel 1985, due ricercatori della University of Saskatchewan, Dickson e Kelly, pubblicarono un’analisi sulla letteratura esistente che aveva studiato l’effetto Barnum, andando alla ricerca dei fattori che influenzassero il fenomeno. Le variabili che investigarono furono quelle legate all’interpretazione e quelle soggettive, ovvero quelle legate a chi proponeva il profilo e a chi lo giudicava accurato o meno. Tra le prime, vi erano: ✓ Generalità della Interpretazione. Molte ricerche suggerivano che la ragione principale del tasso schiacciante di accettazione di un determinato profilo di Barnum fosse che queste descrizioni contenessero, effettivamente, caratteristiche che si presentavano frequentemente nella popolazione generale. Un altro possibile motivo era rappresentato da come queste descrizioni erano formulate: i soggetti proiettavano una propria interpretazione, permessa dal linguaggio vago e ambiguo del profilo presentato.
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Il Marketing della Gentilezza
Oggi, nella giornata della gentilezza ho pensato quanto segue. Viviamo in un’epoca in cui l’attenzione vale più del denaro. Le imprese competono per un secondo del nostro sguardo, per un click, per qualche istante della nostra fiducia. Gli algoritmi cambiano, i social esplodono e poi crollano, le strategie si aggiornano in continuazione. Eppure, in mezzo a questo rumore costante, esiste un valore strategico che sembra antico e rivoluzionario allo stesso tempo: la gentilezza. Non una gentilezza superficiale, di facciata, fatta di frasi educate o sorrisi di circostanza. Sto parlando della gentilezza come leva di marketing, come competenza strategica, come metodo che permette di distinguersi, acquisire clienti, trattenerli e generare passaparola autentico.Gentilezza come potere economico, prima ancora che sociale. In un mondo che corre, chi sa rallentare e creare relazione vince. Perché parlare di “Marketing della Gentilezza”? Perché i consumatori non sono mai stati così sensibili al modo in cui vengono trattati.Il prodotto conta, certo. Il prezzo ha la sua logica. La promozione serve.Ma oggi – e lo vedi ogni giorno con la tua esperienza nel marketing, nella vendita e nel digitale – la differenza non la fa ciò che vendi.La differenza la fa come fai sentire le persone. La gentilezza non è un valore morale. È una strategia competitiva. Le persone ricordano ciò che suscita emozioni.E tra tutte le emozioni, quelle più potenti non sono sempre quelle spettacolari, bensì quelle sottili: - sentirsi ascoltati - sentirsi considerati - sentirsi rispettati - sentirsi accolti - sentirsi importanti Quando un brand riesce a generare queste sensazioni, smette di essere “uno dei tanti” e diventa l’unico nella mente del cliente. Quando il marketing ha smesso di essere umano Negli ultimi vent’anni il marketing si è trasformato.Prima era comunicazione.Poi è diventato automazione.Ora, spesso, è diventato quasi “aggressione”:banner ovunque, email senza senso, video che partono da soli, promesse esagerate, manipolazioni emotive.
Il Marketing della Gentilezza
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