Negli ultimi anni la cadenza è diventata quasi un’ossessione. Molti runner guardano l’orologio e pensano: “Devo arrivare a 180 passi al minuto.” La realtà è un po’ diversa. La cadenza è semplicemente il numero di passi che fai in un minuto, ma da sola non dice quasi nulla sulla qualità della tua corsa. Quello che conta davvero è dove atterra il piede rispetto al tuo corpo. Quando la cadenza è molto bassa (150–160), spesso succede questo: il piede atterra troppo avanti rispetto al baricentro. Questo crea una piccola forza frenante ad ogni passo e aumenta lo stress su ginocchia e anche. Ecco perché molti runner migliorano la loro efficienza quando la cadenza aumenta leggermente. Ma attenzione: non significa che tutti debbano correre a 180. Ogni runner ha un range naturale, che cambia anche con il ritmo. Indicativamente: - corsa lenta: 165–175 - ritmo maratona: 170–185 - ritmi veloci: 180+ La cosa più importante non è inseguire un numero, ma migliorare l’economia della corsa. Se vuoi lavorare sulla cadenza, fallo in modo progressivo. Un metodo semplice che utilizziamo spesso è questo: Durante una corsa facile inserisci piccoli blocchi dove aumenti leggermente la frequenza del passo. Per esempio: - 3 minuti con cadenza naturale - 1 minuto con cadenza +3 / +5 passi - 3 minuti naturale Ripeti 4–5 volte. Questo tipo di lavoro allena il sistema nervoso a muoversi in modo più rapido e fluido, senza forzare la meccanica della corsa. Col tempo molti runner scoprono che la cadenza sale da sola, perché la tecnica diventa più efficiente. Ed è proprio questo il punto. Nel Metodo VITALE non lavoriamo sui numeri per moda.Lavoriamo su ciò che ti permette di correre meglio, più a lungo e con meno infortuni. Domanda per voi: 👉 Qual è la vostra cadenza media nelle corse lente?