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Running Mastery: porta un problema reale, non una domanda generica
Oggi è giorno Running Mastery: il modo migliore per sfruttare una lezione o un confronto non è arrivare con “come faccio a migliorare?”, ma con un caso concreto della tua settimana. Una domanda generica produce una risposta generica. Un caso reale invece permette di capire il meccanismo: carico, recupero, intensità, incastri, gestione mentale. Mini-schema per prepararti: 1. Obiettivo: cosa stai preparando o quale capacità vuoi migliorare? 2. Fatto osservabile: cosa è successo nell’ultima settimana? Ritmi, sensazioni, fatica, sedute saltate o riuscite. 3. Punto critico: dove perdi più spesso controllo? Prima, durante o dopo l’allenamento? 4. Decisione da prendere: cosa devi scegliere adesso? Aumentare, scaricare, rallentare, spostare, semplificare? Questo vale anche se non partecipi live: allenarsi meglio significa imparare a leggere i segnali prima di cambiare la tabella. Domanda per i commenti: qual è il tuo caso reale di questa settimana? Scrivilo in 3 righe con: obiettivo + cosa è successo + decisione che non sai prendere.
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A seguito dell'infortunio al ginocchio dx in questa settimana devo ancora stato fermo, in teoria per il referto del P.S. la prossima settimana potrei ricominciare a correre ma per l'ortopedico dovrei aspettare dopo l'estate, infatti è ancora infiammato (più caldo del sinistro), però potrei fare spinning. La domanda che mi pongo è che tipo di allenamenti indoor fare, considerando che non potrei caricare troppo, nessun problema per i lunghi ... solo che più di un'ora di spinning, direi che è abbastanza noioso.
Domanda coaching: dove si rompe la tua settimana?
Oggi facciamo una diagnosi semplice, ma molto utile. Quando una settimana di corsa non funziona, spesso non è perché manca motivazione: è perché c’è un punto preciso in cui il piano perde aderenza alla realtà. Può essere: - il giorno dopo il lavoro intenso, dove il recupero è sottovalutato; - l’allenamento “facile” che diventa medio senza accorgersene; - la gestione degli incastri familiari/lavorativi; - il lungo del weekend preparato male nei giorni prima; - la fretta di recuperare una seduta saltata. Micro-esercizio: guarda la tua ultima settimana e individua NON cosa è andato male, ma il primo punto in cui hai iniziato a perdere controllo. Domanda: qual è il tuo punto fragile più ricorrente nella settimana di allenamento? Scrivi giorno/situazione + cosa succede di solito.
0 likes • 4d
Settimana con allenamenti saltati. Qundi le ripetute il Venerdì fatte di più in quantità o maggior velocità per recuperare quelli persi anche in ottica del lungo facile la domenica ... forse così si fa un doppio danno per entrambe le sessioni
Running Mastery: il test dei 10 minuti controllati
Oggi, prima di pensare a ritmi, tabelle o obiettivi, facciamo un controllo semplice: sai davvero riconoscere quando stai correndo "facile"? Compito pratico per la prossima uscita: dopo il riscaldamento, corri 10 minuti a ritmo controllato, con l'obiettivo di finire con la sensazione di poter continuare ancora. Non deve essere una prova di forza: deve essere un test di gestione. Durante quei 10 minuti osserva tre cose: 1. Respiro: riesci a mantenerlo regolare o stai già rincorrendo l'aria? 2. Gambe: senti spinta fluida o rigidità crescente? 3. Testa: stai scegliendo il ritmo o lo stai subendo? Questa è una delle basi che spesso decide la qualità degli allenamenti successivi: se il facile diventa medio, il medio diventa gara, e la settimana si sporca. Domanda per i commenti: nei tuoi 10 minuti controllati, qual è il primo segnale che ti dice che stai andando troppo forte: respiro, gambe o testa?
1 like • 11d
Li metterei in quest'ordine dalla più alla meno oggettiva (per me): Frequenza cardiaca; Respiro (non lo valuto sempre però sì se si va troppo veloce); Gambe (se girano bene ma possono ingannare); Testa (dipende anche dalla motivazione del giorno del momento). Ho notato che la stessa valutazione non serve per valutare se si vada troppo piano, sempre rispetto a quanto prefissato. In altre parole, se abbia interpretato bene, il rischio è di andare più veloce e non meno.
Controllo della settimana: scegli il tuo vincolo principale
Prima di pensare a chilometri, ritmi o allenamenti “da spingere”, questa settimana prova a partire da una domanda più utile: qual è il vincolo che condiziona davvero la tua corsa adesso? Spesso il runner guarda solo la tabella, ma la tabella funziona bene solo se dialoga con la realtà. Il vincolo può essere: 1. Tempo: pochi slot disponibili o incastri difficili. 2. Recupero: sonno, stress, gambe pesanti, stanchezza accumulata. 3. Intensità: lenti troppo veloci, lavori troppo ambiziosi, poca gestione. 4. Continuità: allenamenti saltati o settimane molto irregolari. 5. Fiducia: paura di non essere in forma, confronto con altri, aspettative alte. Micro-azione per oggi: scegli un solo vincolo e fai una correzione pratica sulla settimana. Non cinque cose. Una. Esempi: proteggere un giorno di recupero, rallentare davvero il lento, spostare un lavoro, ridurre l’obiettivo dell’allenamento chiave, preparare in anticipo lo slot per correre. Un buon piano non è quello perfetto sulla carta: è quello che rispetta il vincolo giusto senza perdere direzione. Domanda: qual è il tuo vincolo principale questa settimana e quale correzione concreta farai nei prossimi 7 giorni?
2 likes • 14d
Anche basandomi sul recente infortunio, aggiungerei l'aspetto di ascoltarsi prima e durante l'allenamento. Quindi non forzarsi se qualcosa non gira come si vuole, anche modificando al volo il tipo di allenamento e relativo sforzo in corso ed a prescindere da tabelle o dalla propria motivazione o volontà / spirito di sacrificio.
Modulo 5 – Metabolismo, soglie e zone: cosa conta davvero
In questo modulo abbiamo spostato il focus dall’energia meccanica (elasticità, stiffness, tempo di contatto) all’energia metabolica. Abbiamo chiarito un punto fondamentale: La performance non dipende solo da quanto ossigeno puoi consumare. Dipende da quanto velocemente puoi correre consumandone meno. Cosa abbiamo visto Abbiamo spiegato in modo chiaro i tre sistemi energetici: - Sistema ossidativo → il motore dell’endurance - Sistema glicolitico → necessario per correre forte - Sistema fosfageno → esplosività e reclutamento neuromuscolare Abbiamo poi approfondito: - Differenza tra LT1 e LT2 - Deriva cardiaca e cosa indica davvero - Economia della corsa dal punto di vista metabolico - Perché il VO₂max da solo non basta E soprattutto: Come costruiamo le zone nel Metodo Vitale Utilizziamo il metodo della riserva cardiaca (Karvonen), perché è più individuale rispetto alla semplice % della FC max. Le percentuali sono strumenti.Non sono la fisiologia. Le soglie si confermano con: - stabilità della frequenza cardiaca - deriva cardiaca - qualità della respirazione - sensazioni reali 🎯 Cosa devi fare ora 1️⃣ Calcola la tua riserva cardiaca. 2️⃣ Verifica se la tua Z2 è davvero stabile (deriva <5%). 3️⃣ Controlla se le tue zone attuali sono coerenti con ciò che senti. Scrivi nei commenti: Hai mai verificato la deriva cardiaca in modo serio? Nel prossimo modulo vedremo come trasformare tutto questo in programmazione concreta. Perché sapere cos’è la soglia è utile. Saperla usare nella settimana è ciò che fa la differenza.
Modulo 5 – Metabolismo, soglie e zone: cosa conta davvero
1 like • Feb 26
Molto interessante, sposterò l'approccio ai lunghi in zona 2 per affinare al meglio le mie zone attuali.
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Roberto Carbonetti
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@roberto-carbonetti-2363
Roberto Carbonetti

Active 3d ago
Joined Feb 20, 2026
Infernetto Roma RM
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