Il dibattito sul colesterolo in un’epoca di sfiducia medica
L’obiettivo di questo articolo è provare a ricomporre uno dei dibattiti più divisivi — e allo stesso tempo più importanti — della sanità e della nutrizione contemporanee: il ruolo del colesterolo nelle malattie cardiovascolari. Al centro di questa controversia si fronteggiano due posizioni fortemente polarizzate. Da un lato c’è quella che possiamo definire la visione convenzionale: il colesterolo LDL è un fattore di rischio causale per le malattie cardiovascolari e, nella maggior parte dei casi, dovrebbe essere abbassato per ridurre il rischio cardiaco. Dall’altro lato troviamo la contro-narrazione, che nella sua forma più estrema sostiene che l’LDL non sia realmente importante e che la sua centralità in cardiologia sia dovuta soprattutto agli interessi dell’industria farmaceutica e del complesso medico-industriale. Così come vengono spesso presentate, entrambe queste posizioni sono estreme. Le descrivo in modo volutamente netto perché è così che, nella pratica, ciascun campo tende a percepire l’altro. Queste rappresentazioni, pur caricaturali, riflettono fedelmente il linguaggio, la frustrazione e la rigidità che ormai caratterizzano il dibattito sul colesterolo. Riconoscerlo è fondamentale. Perché se vogliamo davvero far progredire la conversazione, non basta conoscere la scienza: dobbiamo comprendere anche la psicologia, la cultura e il clima di sfiducia che spesso sabotano ogni dialogo produttivo. Ed è da qui che questo ragionamento prende avvio. —————————— PERCHÈ É NECESSARIO AFFRONTARE QUESTO PROBLEMA Il dibattito sul colesterolo non è solo teorico. È profondamente umano. Molte persone non si riconoscono nelle conversazioni che avvengono attorno ai loro esami del sangue. I valori di laboratorio diventano il centro del discorso, mentre la persona — con i suoi sintomi, le sue priorità, le sue domande — finisce sullo sfondo. Esiste una fascia crescente di pazienti che si trova sospesa tra due mondi: - da un lato le linee guida ufficiali, spesso rigide e numeriche; - dall’altro una contro-cultura che, per reazione, tende a negare completamente l’importanza del colesterolo.