😤 "La frustrazione, la perdita di fiducia, il morale sotto i piedi: Ondra le ha vissute tutte. Su vie che poi ha chiuso."
In un'intervista in più tiri a Planetmountain, Ondra descrive i mesi sul suo progetto Change (9b+): "Le mie idee sulla via, la fiducia in me stesso e il mio umore continuavano a cambiare. Arrivare ad una certa altezza sulla via per poi non riuscirci più è stato davvero difficile da digerire."
Non lo dice un principiante che si lamenta al bar. Lo dice l'uomo che ha poi chiuso quella via e poi Silence.
Il punto cruciale che emerge dalle sue interviste è uno: Ondra non ha un rapporto diverso con la frustrazione — ha un rapporto diverso con la memoria della frustrazione. Come lui stesso ammette, il successo cancella rapidamente il ricordo del dolore.
Ma questo ha un rovescio della medaglia pericoloso: "ogni volta che inizi la sfida successiva, tutto ricomincia da capo ed è raro aver imparato qualcosa da quella precedente."
O quanto meno, lo dimentichiamo.
Infatti molto spesso caratterialmente tendiamo a ricordare molto di più i fallimenti rispetto alle sensazioni del successo...che quasi è una gioia effimera, immediata...per carità, anche intensissima, ma che il giorno, il mese dopo...già è un ricordo.
Il ricordo del fallimento invece, lascia un segno più profondo...forse perché sono più le volte che si cade che quelle in cui si libera.
Il Framework "Documenta il Dolore":
✍️ Tieni un diario del progetto: scrivi non solo i progressi tecnici ma lo stato emotivo di ogni sessione
🔁 Rileggi le sessioni peggiori prima di tornare sulla via — non per scoraggiarti, ma per ricordare che ci sei già passato e hai continuato
📊 Separa "non riesco oggi" da "non riuscirò mai": sono due frasi con impatto neurologico completamente diverso
👇 Qual è la sessione più frustrante che hai mai avuto su un progetto? Scrivila qui — e poi dimmi: come è andata a finire? (Spoiler...probabilmente l'hai superata e sei andato avanti, ricordatelo)