A febbraio 2026, l'austriaca Eva-Maria Hammelmüller ha incatenato la sua quinta via di 9a: "WRC" al Col de Castillon. La notizia non è solo il grado — è come è successo.
Eva era sulle rocce con gli avambracci gonfi, stanca, senza particolari aspettative per quella sessione. E ha liberato la via. Ha riassunto tutto in una frase brutalmente onesta: "A volte i giorni migliori non sono quelli che ti aspetti".
Nel linguaggio della psicologia dello sport, quello che ha vissuto Eva si chiama dissociazione tra outcome goal e performance goal. Quando l'obiettivo smette di essere "devo liberare oggi" e diventa "voglio muovermi bene su questa sezione", il sistema nervoso si decomprime. L'ansia anticipatoria — quella che ti fa stringere le prese troppo, bruciare le braccia nei momenti di rest e dimenticare il respiro — si abbassa.
Uno studio sugli atleti della nazionale italiana di boulder ha confermato che le abilità cognitive e comportamentali (gestione delle aspettative, regolazione dell'arousal pre-gara, dialogo interno) hanno un impatto diretto sulla performance, spesso sottovalutato rispetto alla preparazione fisica.
Il protocollo "Zero Aspettative"
Prima della tua prossima uscita, prova questa sequenza:
Scrivi o pensa a all'obiettivo tecnico (es. "voglio lavorare la sequenza prima del blocco o voglio migliorare il blocco stesso")
Cancella mentalmente l'obiettivo di risultato (liberare)
Entra in parete con curiosità, non con pressione.
Quando meno te lo aspetti potresti ricevere una bella sorpresa...