Tra pochi giorni, il World Climbing Asia Championship a Meishan (Cina, 18–19 Aprile) vedrà i migliori climber asiatici confrontarsi nel boulder. Stesso formato che conosciamo: flash attempt, lettura del problema, pochi secondi per decidere se partire o aspettare.
Guarda bene quei momenti di attesa sotto il problema. Non è indecisione — è visualizzazione attiva sotto pressione. Ed è l'abilità mentale più sottovalutata da chi si allena in falesia.
Uno studio italiano sugli atleti di boulder ha confermato che le abilità mentali — concentrazione, controllo dell'attivazione, visualizzazione — sono determinanti quanto i fattori fisici nella gara, ma la maggior parte degli atleti le conosce a malapena, figuriamoci allenarle sistematicamente.
La verità scomoda che i pro sanno e noi spesso ignoriamo: la paura di fallire e la pressione della gara non si eliminano. Si reindirizzano.
Come spiega il coach di mental training Migue Sancho: "Quasi tutti gli arrampicatori lottano con il loro gioco mentale — il mio ruolo è dare loro gli strumenti quando sono davvero pronti."
Non si tratta di essere zen. Si tratta di avere un protocollo.